Se bere molta madre e la matrigna

Tra mamma e matrigna... si può essere amiche

Il delirium tremens e dove rivolgersi

C'erano una volta due bambini, fratello e sorella, i quali avevano avuto la sventura di perdere la mamma. Se il fratellino e la sorellina si avvicinavano a lei sperando in una carezza, li mandava via e prendeva sulle ginocchia il cagnolino. Quando cucinava un buon manicaretto se lo mangiava tutto, porgendo al cane se bere molta madre e la matrigna la tavola qualche bocconcino, ma non permettendo ai due ragazzi nemmeno di leccare la pentola.

Infine guardava Fratellino e Sorellina sempre con occhio maligno, li sgridava e picchiava per un nonnulla, e spesso li metteva in castigo senza ragione. Un giorno che la matrigna aveva sgridato più del solito i due bambini, Fratellino disse a Sorellina : - In questa casa stiamo peggio di prima. Se la nostra mamma lo sapesse, soffrirebbe e piangerebbe.

Vieni, andiamocene di qua. Troveremo qualche posto dove si possa vivere in pace, senza nessuno che ci maltratti. Se bere molta madre e la matrigna sorellina fu contenta di quella proposta: - Andiamo, Fratellino. Ci faremo compagnia e non ci lasceremo mai.

Detto fatto, approfittando di un momento in cui la matrigna si era addormentata con il cagnolino sulle ginocchia, infilarono la porta di casa e se la diedero a gambe in mezzo al bosco. Se bere molta madre e la matrigna fino a sera per allontanarsi quando più potevano, e quando fu buio si rannicchiarono nel tronco vuoto e dormirono saporitamente, tanto erano stanche.

Al mattino, quando si svegliarono, il sole era già alto. Andiamo a cercare dell'acqua. Si presero per mano, e fatti pochi passi trovarono davvero un ruscello d'acqua fresca e limpida che scendeva da una piccola altura. Si inoltrarono ancora nel bosco, e trovarono poco dopo un ruscello che serpeggiava fra i sassi. Chi mi beve diventa lupo! Chi mi beve diventa capriolo! Gli scoiattoli, i conigli selvatici, gli uccellini avevano fatto amicizia con lei e spesso l'accompagnavano a casa, partecipavano al pranzo, e si addormentavano sulle sue ginocchia o sulle sue spalle, quando sorellina, recitava le preghiere della sera, chiudeva gli occhi con la testa appoggiata al dorso di fratellino.

Era il giovane re del paese che aveva organizzato una gran caccia alla quale aveva invitato tutti i suoi amici più cari, con le mute dei cani, battitori, cacciatori, e galoppava fra gli alberi inseguendo la selvaggina.

La Sorellina avrebbe voluto rifiutare, ma il capriolo la guardava con occhi tanto supplichevoli che la fanciulla non seppe resistere e aperse la porta. Fratellino promise e in un baleno scomparve fra i cespugli. Tutti lo inseguivano: il re spronando il cavallo, i cacciatori tendendo l'arco, i cani latrando a perdifiato. Ma l'animale era agile e veloce più di qualsiasi capriolo e si sottraeva agli inseguitori. La sorellina aperse subito, e accolse il suo caro fratellino con mille carezze.

Fratellino aveva ottenuto per la seconda volta il permesso do uscire, e per la seconda volta si fece beffe di tutti, cacciatori e caniapparendo e sparendo come il lampo. Daremo tutti la caccia al capriolo, ma non bisogna ucciderlo e nemmeno ferirlo. Intanto a casa Sorellina si era spaventata moltissimo vedendo il capriolo ferito.

Tutti i cacciatori e anche il re in persona stavano all'erta, e non appena lo scorsero, subito spronarono i cavalli e incominciarono a inseguirlo. Fu una battuta di caccia veramente inebriante per tutti: capriolo, cani e cavalli volavano al di sopra dei cespugli e dei corsi di acqua, e anche senza che il re lo avesse comandato, nessuno avrebbe voluto uccidere la bella bestiola per non interrompere quella corsa entusiasmante. Subito la porta si schiuse, e una bella fanciulla protese le braccia, ma le ritrasse sbigottita quando vide che non si trattava del suo capriolo, se bere molta madre e la matrigna di un bel giovane che aveva sulle spalle un manto di porpora e di ermellino e portava sulla testa una corona d'oro.

E' morto? E per di più di un capriolo che parla! Proprio in quel momento il capriolo rientrava, ancora ansante per le corse fatte, ma confuso e mortificato perché sapeva di aver tenuto in ansia Sorellina.

Ma dovete promettere che mai sarà fatto qualcosa di male al mio fratellino! Egli si era subito innamorato della bellissima creatura, e pensava che non appena giunti alla reggia l'avrebbe sposata. Giunti alla reggia, il re chiese la mano di Sorellina, la quale fu felicissima di acconsentire, perché già sentiva di voler tanto bene al re, che era bello e coraggioso.

Fratello e se bere molta madre e la matrigna, promettendo in cuor loro se bere molta madre e la matrigna mai si sarebbero lasciati, si abbracciarono e abbracciarono anche il re; poi tutti vissero insieme fino al termine dei loro giorni, felici e contenti.