Psicologia di alcolismo a donne

La testimonianza di Eugenio

Il marito beve e non ricorda niente

Il consumo e, purtroppo, l'abuso delle bevande alcoliche è un fenomeno approdato di recente nell'universo femminile, con ripercussioni evidenti ed immediate su gravidanza e allattamento. Secondo un'indagine del Gruppo di Lavoro CSDA Centro Servizi Documentazione Alcol dell'Osservatorio Nazionale Alcol, l'abitudine al bere dei genitori, del padre in particolare, influenza fortemente il modello di consumo alcolico degli altri membri della famiglia.

Ma qual è, nel mondo, il rapporto tra alcol e donne? Secondo l'Organizzazione Psicologia di alcolismo a donne della Sanità, il più elevato numero di consumatrici si registra in Europa. L'incremento non riguarda solo le giovani generazioni ma coinvolge anche donne più mature e anziane che, è bene ricordare, non hanno ricevuto, nel corso della vita, un'educazione su come consumare gli alcolici ed evitare gli abusi.

L'effetto sullo stato di salute delle donne non ha tardato a manifestarsi attraverso l'aumento della problematiche e delle psicologia di alcolismo a donne alcol-correlate: i dati più recenti, in particolare, indicano in circa Ogni anno in Italia si stima che, al di sopra dei 20 anni, L'organismo femminile ha una capacità dimezzata, rispetto a quella maschile, di 'digerire' e smaltire l'alcol, anche in funzione della massa corporea ridotta rispetto all'uomo e dei liquidi totali minore capacità di diluizioneper cui è importante evitare di bere in particolari circostanze lavorative che richiedono concentrazione ma anche in situazioni come, ad esempio, la guida di un'auto".

Come bevono le giovani. Le adolescenti bevono prevalentemente birra, aperitivi alcolici e superalcolici. Bevono in gruppo, solitamente fuori pasto, fuori dal contesto familiare o domestico e concentrano il consumo nei fine settimana. Le donne mature sono quelle per le quali si registra in Italia il più elevato numero di bevitrici problematiche e preferiscono vino, birra, aperitivi alcolici e amari.

È probabile che le donne siano spinte a bere di più in questa fase della vita, verosimilmente più critica per il sesso femminile, a causa di timori di perdita della giovinezza, di riduzione della fertilità e della capacità procreativa, di una mancata realizzazione di progetti giovanili, di bilanci di esperienze affettive e familiari vissute in maniera insoddisfacente". Le over 65 non hanno ricevuto in gioventù un'educazione al consumo di alcolici e bevono prevalentemente vino, birra e amari nel contesto privato o domestico, spesso continuando a mantenere nascosta la propria abitudine per timore di riprovazione sociale.

Forse è per questo che, anche se non bevo più, non mi sento guarita. Si tratta di una dipendenza che, al contrario della droga - racconta al sito Termolionline.

Tutto è cominciato quando avevo 19 anni e precisamente al termine delle superiori, dopo una delusione psicologia di alcolismo a donne. Ho iniziato a bere ogni sera, sempre in compagnia di altre persone. All'inizio non esageravo, ma ero costante, puntuale come un orologio. Dopo cena, uscendo di casa, avevo bisogno — e non semplicemente voglia - di una birra. Se prima bevevo solo in compagnia, con il passare dei mesi ho iniziato a farlo anche da sola, non esclusivamente di sera ma anche di pomeriggio.

Non so dire perché lo facevo, di quel periodo ho solo ricordi sfocati. So solo che mi sentivo sola, incapace di condurre una vita come tutti gli altri. La mia famiglia si è accorta del problema solo dopo un anno e mezzo, quando un mio amico ha deciso di avvisare mio padre, raccontandogli quanto psicologia di alcolismo a donne stava accadendo. All'inizio mi sono arrabbiata moltissimo, ma oggi psicologia di alcolismo a donne che lo psicologia di alcolismo a donne fatto solo per il mio bene.

So di essere stata un'alcolista. La mia dipendenza è stata originata dalla voglia di non pensare, di annullare tutto intorno a me. Ora voglio partecipare, poter contare su me stessa e sugli altri. Non sono stata curata dal mio alcolismo, ho fatto tutto da sola, ho riconosciuto la mia debolezza. Forse per guarire davvero ho bisogno di conoscere la mia forza". La causa è stata il divorzio dei miei, fatto di violenze psicologiche contro di me e le mie sorelle più piccole, una delle quali ha gravi ritardi psicologici.

Mi sono sempre sentita in dovere di proteggerle: mio padre non ha mai fatto nulla per noi. Mia madre stava al lavoro tutto il giorno e quando tornava si metteva a giocare al computer. Chi faceva tutto il resto ero io, fino a quando non ho iniziato a ribellarmi e a uscire, finendo in una comitiva di 30enni tossici.

Ovviamente mi sono psicologia di alcolismo a donne di uno di questi. Lui si drogava e si ubriacava e poi approfittava di me. Io ero troppo debole per dirgli di no. Un giorno lo hanno arrestato e io lo andavo a trovare a casa perché stava ai domiciliari.

Psicologia di alcolismo a donne padre ha scoperto tutto, lo ha chiamato e gli ha detto di lasciarmi, minacciandolo. All'epoca non mi rendevo conto che era la cosa migliore per me, mi sono arrabbiata e ho cominciato a bere, a uscire con gente di strada, a fumare hashish. Non tornavo nemmeno psicologia di alcolismo a donne casa la notte, dormivo negli autobus notturni. Non c'era un momento in cui ero lucida, ero sempre ubriaca ed ero diventata violenta e cattiva.

Facevo colazione con una bottiglia di birra per poi continuare a fumare e a bere vodka o sambuca tutto il giorno. Andavo al supermercato e guardavo il reparto alcolici come una qualsiasi ragazza guarda l'armadio per scegliere una maglietta, solo che io sceglievo la bottiglia. Iniziai ad andare in psicologia di alcolismo a donne tutti i giorni e in una di queste, 3 anni più tardi, conobbi un ragazzo senegalese di 11 anni piu grande di me.

Gli raccontai come vivevo, come era iniziata la mia dipendenza e ci innamorammo. Piano piano, col suo aiuto, ho cambiato amicizie, ho smesso di comprarmi le bottiglie di alcol e ho cominciato a bere solo quando andavo a ballare. Non potevo smettere da un giorno ad un altro, ma alla fine ce l'ho fatta. Sono rinata. Ho anche smesso di farmi le canne, ho lasciato tutto per lui. Oggi siamo sposati da 5 mesi e stiamo provando ad avere un bambino. Psicologia di alcolismo a donne amo". Gli trovai delle lettere nel cassetto del comodino una mattina che lui era a lavoro: si era innamorato di una ragazza americana di 12 anni più giovane, l'aveva conosciuta durante un viaggio d'affari e convinta a trasferirsi in Italia.

Stavano insieme da due anni. Per me fu psicologia di alcolismo a donne colpo durissimo. Per fortuna non avevamo figli, è l'unica cosa di cui sono davvero felice. Comunque, dopo aver scoperto della sua relazione, lo cacciai di casa. In pratica, non aspettava altro che io lo lasciassi. Per me fu l'inizio di un incubo. Avevo un lavoro part-time in un call center, quindi pochi soldi al mese, e cominciai a spenderli tutti per bere.

L'alcol era diventata l'unica cosa che mi dava sollievo. Bevevo per lo più da sola, in casa, davanti alla tv, e dopo qualche bicchiere cominciavo a parlare con lo schermo, inveendo contro il politico di turno nei talk show e persino contro i personaggi dei film che psicologia di alcolismo a donne stavano psicologia di alcolismo a donne antipatici o che mi ricordavano il mio ex marito.

Fu un'amica ad aiutarmi. In fondo, avevo talmente tanto tempo libero, dopo il lavoro Il libro spiegava come uscire dalla dipendenza da alcol e droghe. Non ricordo il nome, so solo che dopo averlo finito chiamai la mia amica e le chiesi di accompagnarmi in un centro di cura, anche perché stavo cominciando a perdere colpi anche a lavoro, e non volevo ritrovarmi disoccupata a 40 anni. Ho cominciato un percorso difficile, che nel giro di un paio d'anni mi ha aiutato a uscire dal tunnel.

Oggi sto bene, mi sento rinata. Ho cambiato lavoro, faccio la commessa in una profumeria. E ho anche psicologia di alcolismo a donne nuovo compagno. L'alcol ha rischiato di uccidermi. Ma in fondo non era la bottiglia, ero io". Scopri i Trend. L'alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena e con una capacità di indurre dipendenza superiore alle droghe più conosciute.

Sempre più donne, oggi, ne fanno uso, sottovalutando le conseguenze negative su gravidanza, allattamento e stato di salute generale. Ne abbiamo parlato con uno dei massimi esperti internazionali, raccogliendo tre testimonianze.

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